L'università non è una truffa
Scritto da Webmaster
Fermi tutti!In questi giorni radio, televisioni e giornali parlano di università. Ci raccontano di corruzioni, prevaricazioni e abusi di potere ovunque diffusi. L’università, purtroppo, riesce a tornare al centro del dibattito solamente per casi come i test di medicina o quando può servire come vetrina per qualche personaggio illustre. Per il resto nessuno se la fila, continuando ad essere la grande dimenticata del nostro amato paese. Ma davvero l’università è solo questo?
Quello che i media non dicono, che quasi nessuno dice, è che, ogni giorno, in università, ci sono professori appassionati al loro lavoro e studenti desiderosi di conoscere. Persone che non hanno rinunciato a giocare il loro desiderio di vero, di bello e di giusto, e che perciò tentano di costruire. In un clima dominato da una comicità disfattista e fortemente politicizzata, dall’approssimazione inspiegabile del ministero nel preparare le domande d’esame (e dalla relativa speculazione mediatica), dalla deriva giacobina di un Ministro che, in tutt’altre faccende affaccendato, se la cava minacciando di “far saltare alcune teste”, vogliamo affermare ancora una volta che c’è qualcuno che ha a cuore l’università. Non intendiamo minimizzare quello che è accaduto, la cui gravità, se i fatti saranno accertati, si commenta da sé. Ma questi fatti, che pure hanno gli onori delle cronache, non rendono giustizia di quel che l’università è e rischiano di oscurare la positività dell’esperienza di coloro che vivono un ben diverso protagonismo. Riguardo ad esempio ai test di ammissione alle facoltà di medicina, architettura, ingegneria, veterinaria, ecc., molti studenti degli anni avanzati (a Brescia, Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Pescara, Bari, Reggio Calabria, solo per citare alcune città), prima della fine di agosto, sono tornati in anticipo in università per aiutare le future matricole a prepararsi alle prove di ammissione e ora continuano a dare gratuitamente il loro tempo per accogliere i nuovi iscritti. Possibile? È accaduto, accade, si può constatare. La presenza di queste persone è un punto di reale speranza per tutta l’università, di cui ci auguriamo che si continui a parlare, ma per costruirla.



